Carità e compassione
Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli… Romani 15:1 CEI2008)
Dopo aver ricevuto la triste notizia della morte del nostro amico Willie, mi sono ricordata l’importanza di dare una mano quando se ne offre l’opportunità. Le condizioni di vita nella baraccopoli gli rendevano impossibile muoversi su una sedia a rotelle e perfino l’uso delle stampelle si era dimostrato difficile sulle stradine strette e accidentate.
Quando siamo entrati nel suo tugurio piccolo e buio e abbiamo ascoltato la sua storia, ci siamo resi conto che doveva essere stata l’ispirazione di Dio a portarci alla porta di questa anima disperata. La nostra visita e la promessa di un aiuto regolare lo hanno incoraggiato e hanno messo una grande sorriso sul suo viso affranto dal dolore. Con le lacrime agli occhi, ha detto che sentiva che Dio aveva risposo alle sue preghiere mandando noi a portare luce e speranza in mezzo al suo buio.
Siamo stati contenti di aver seguito l’ispirazione di fare un po’ di strada in più, che aveva finito per fare una differenza profonda nella vita di una persona. Adesso che Willie è deceduto, sono lieta di aver potuto alleggerire un po’ il suo peso nel corso degli anni. Vale la pena di ascoltare il lieve sussurro della nostra coscienza che Dio ci ha dato e che spesso parla al nostro cuore e ci indica la direzione giusta.
Anche se come credenti abbiamo l’intenzione di amarci gli uni gli altri, spesso perdiamo le opportunità di alleviare il dolore degli altri. Forse è perché non siamo consapevoli dei bisogni altrui; o forse non pratichiamo abbastanza empatia. L’empatia è la chiave che può aprire la porta della nostra carità e compassione. [1]
La forma più alta di adorazione è il servizio cristiano disinteressato. La forma più grande di lode è il rumore dei passi consacrati che vanno alla ricerca dei perduti e degli indifesi. - Billy Graham
[1] Contatto Un piccolo gesto di bontà