Ci fa male
Distruggendo i ragionamenti e ogni arroganza che si leva contro la conoscenza di Dio, e sottomettendo ogni intelligenza all'obbedienza di Cristo. (2 Corinzi 10:5 CEI2008)
Ci viene naturale fare supposizioni sulle persone. Purtroppo, spesso tendiamo a farlo in maniera negativa. Personalmente, ho visto com’è facile farlo, e spesso prego che il Signore blocchi il mio primo pensiero che abbia qualunque tipo di sentimento critico o presuntuoso nei confronti degli altri. Sappiamo tutti che secondo le Scritture è sbagliato pensare agli altri in questo modo. Non rispecchia il carattere di Gesù. Anche se queste percezioni sono tecnicamente accurate, possono essere ingenerose o superficiali, e probabilmente non prendono in considerazione tutti i fattori dietro al motivo per cui una persona agisce o reagisce in un certo modo.
Tutti possiamo ricordare alcuni momenti in cui le nostre parole sono state giudicate dagli altri in maniera errata o ingiusta, oppure le nostre azioni sono state male interpretate e i nostri sforzi sinceri sono stati respinti a causa di sospetti o atteggiamenti preconcetti. Ci fa male. Può essere molto scoraggiante. Dato che sappiamo come ci si sente, forse dovremmo guardare gli altri e renderci conto che anche loro potrebbero sentirsi allo stesso modo e così avere l’opportunità di contribuire ad alleviare il loro dolore.
Perciò ho cominciato a cercare di passare da un’abitudine negativa a una positiva e di chiedere a Dio cosa ne pensa di una situazione. Mi ricorda di farne una specie di gioco, il gioco della compassione, e pensare a possibili scenari o motivi per cui quello che a me sembra negativo potrebbe in realtà essere una richiesta d’aiuto da parte di qualcuno. [1]
Lo stolto ragiona da stolto e interpreta tutto nel modo sbagliato, mentre chi ha pensieri positivi, qualunque cosa veda o qualunque cosa gli si dica, mantiene un atteggiamento positivo e ottimista. – San Paisios del Monte Athos
[1] Contatto Il gioco della compassione