Il giusto equilibrio
Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato. (Matteo 23:12)
La vita terrena di Gesù fu sotto molti aspetti una vita di solitudine e servizio. Il suo ministero si era concentrato sui poveri, i bisognosi e i reietti: i più piccoli dei suoi fratelli. In altri punti dei Vangeli troviamo degli esempi delle persone che Lui aveva aiutato.
“Andate e riferite a Giovanni le cose che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano e l’evangelo è annunziato ai poveri”.
Poi Gesù evidenziò alcune delle cose che i “benedetti di suo Padre” fanno nella vita: danno da mangiare agli affamati e da bere agli assetati, accolgono gli stranieri, vestono gli ignudi e vanno a trovare i malati e i carcerati. Simili gesti di bontà rispecchiano l’amore e l’attenzione del Signore.
L’esempio umile di Gesù è una cosa che veniamo incoraggiati a imitare. Man mano che ci avviciniamo a Lui, pensando di più a Lui, imparando cose che lo riguardano e facendogli spazio nella nostra vita, Dio diventa sempre più importante per noi e comincia a occupare più spazio nel nostro “campo visivo”, per così dire.
Quando succede, ci ricordiamo della sua perfezione e della nostra mancanza di perfezione. Quando abbiamo il giusto rapporto con Lui, ci sentiremo umili perché ci ama e ci apprezza, imperfetti come siamo. Questo rapporto ci porta ad avere il giusto equilibrio tra una sana autostima e una sincera umiltà. [1]
Essere poveri in spirito vuol dire che Dio ci dà l’atteggiamento giusto nei confronti di noi stessi e di Lui. - D. Blair Smith
[1] L’ancora Beati i poveri in spirito