Nella cortesia c’è forza di carattere

Il pregio dell'uomo è la sua bontà. (Proverbi 19:22 CEI)

La cortesia richiede premurosità, tempo ed energia.
Richiede anche coraggio.
Richiede il coraggio di difendere da soli un argomento e di dare anche quando uno non ha molto.
Il coraggio di dire di no all’indifferenza, di agire secondo ciò che uno sa essere giusto, specialmente quando la scelta giusta sembra così ovvia che «certamente qualcun altro con più tempo e risorse la noterà e farà qualcosa al riguardo».

Nella cortesia c’è forza di carattere — la forza morale e mentale di intervenire, di dare, di credere, di perseverare, di essere fedeli alle proprie convinzioni, anche quando vuol dire affrontare delle sfide o pagare un prezzo. Sono questi gli atti di cortesia che lasciano un’impressione duratura. [1]

Il ferro è forte, ma il fuoco lo fonde. Il fuoco è forte, ma l’acqua lo spegne. L’acqua è forte, ma evapora nelle nuvole. Le nuvole sono forti, ma il vento le porta via. Il vento è forte, ma l’uomo lo sopporta. L’uomo è forte, ma la paura lo indebolisce. La paura è forte, ma il vino la scaccia. Il vino è forte, ma il sonno lo vince. Il sonno è forte, ma la morte è più forte. La bontà però sopravvive alla morte. - Rabbino Juadah bar Iliai, (II secolo d.c.)

 

[1] Contatto Il coraggio di essere gentili

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