«Signore, ricordati di me»

Egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, (Tito 3:5a CEI2008)

Se c’è una cosa che la Pasqua ci ricorda, è che la «salvezza» – il meraviglioso dono divino della pace con Lui in questa vita e in quella a venire – non è qualcosa che otteniamo grazie a quel che facciamo. È già stato fatto per noi.

«Oggi tu sarai con me in paradiso», ha detto al ladro morente, appeso sulla croce accanto alla sua. Il ladro non poteva fare niente per cambiare la sua situazione, il suo passato e certamente non il suo futuro, perché stava venendo giustiziato per i suoi reati. C’era una cosa, però, che poteva pensare e dire: «Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». L’unica cosa necessaria è stata una dichiarazione della sua fede.

È una lezione anche per noi. Nessuno di noi è in grado di superare l’esame. Se la riconciliazione con Dio dipendesse dalle nostre azioni, non l’otterremmo mai. La cosa meravigliosa è che non dobbiamo superare l’esame.

Il Figlio di Dio ha preso su di sé la vita di un essere umano, è vissuto in mezzo a noi, ascoltando, osservando, toccando e guarendo. Il suo amore per noi era così grande che, pur sapendo quello che avrebbe sofferto, si lasciò catturare, picchiare e frustare e alla fine inchiodare a una croce.

Non importano le nostre paure e le nostre preoccupazioni; non importano i nostri rimorsi e i nostri sensi di colpa; non importano i nostri sensi d’inadeguatezza; quando preghiamo: «Signore, ricordati di me», Lui si ricorda. Mettiamo da parte le nostre preoccupazioni e le nostre pene e avviciniamoci a Lui oggi.

Preghiera: Gesù, credo che Tu sei il Figlio di Dio, che sei morto sulla croce al posto mio e che sei risorto dalla morte. Ti prego, concedimi il dono del Tuo perdono, affinché io possa vivere per sempre in pace con Te. Amen.

 

[1] Contatto Essere con Dio

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