Circostanze avverse e difficili

E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. (Romani 5:3-4 CEI2008)

La Bibbia contiene innumerevoli storie vere e assolutamente avvincenti. Molte di esse parlano di circostanze avverse e difficili che, ne sono certo, i personaggi coinvolti non avrebbero scelto di vivere, ma senza le quali queste storie non esisterebbero nemmeno.

Atti 16 parla di come Dio usò Paolo e Sila a Filippi per liberare una veggente dallo spirito maligno che la possedeva, causando una perdita considerevole ai suoi padroni, che, arrabbiati, si rivolsero ai magistrati. Paolo e Sila furono spogliati, picchiati e gettati in prigione. Certamente un trattamento simile non sarebbe stato di loro scelta; ma invece di perdersi d’animo, si mettono a lodare il Signore ad alta voce, cantando. Dio poi manda un terremoto, le porte del carcere si spalancano e le catene di ogni singolo detenuto si spezzano.

Il carceriere pensa che tutti i prigionieri siano scappati e impugna la spada per uccidersi. Paolo però gli fa sapere in fretta che sono tutti ancora lì. L’uomo allora cade in ginocchio davanti ai due evangelisti e chiede cosa deve fare per essere salvato. Gli testimoniano e lui li porta a casa sua, li fa mangiare e cura le loro ferite. Alla fine, tutta la sua famiglia arriva a conoscere Gesù.

Da questo esempio biblico risulta ovvio che circostanze avverse, difficili, servono a rendere più interessante la vita, che altrimenti sarebbe monotona e noiosa, con poco o niente di cui parlare. Come si dice: “Non c’è testimonianza senza un test”. [1]

Una grande fede è il prodotto di grandi lotte. Le grandi testimonianze sono il risultato di grandi prove. I grandi trionfi possono nascere solo da grandi prove. - Smith Wigglesworth

 

[1] L’ancora Cosa costituisce una buona storia

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Allora perché ci preoccupiamo?